La Procura generale è l’ufficio del pubblico ministero presso la Corte d’appello.
Essa svolge funzioni “requirenti di secondo grado” nel proprio territorio di competenza, che coincide con la regione Lazio e corrisponde al distretto di Corte d’appello di Roma. Il distretto comprende 9 circondari, con i rispettivi Tribunali e Procure della Repubblica: Roma, Cassino, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Rieti, Tivoli, Velletri, Viterbo. Nello stesso distretto operano anche, con sede a Roma, il Tribunale di sorveglianza, il Tribunale e la Procura per i minorenni.
La Procura genarale presso la Corte d'appello di Roma è costituita da 20 magistrati (il Procuratore generale, capo dell’Ufficio; l’Avvocato generale, suo vice; 15 Sostituti procuratori generali, un magistrato requirente distrettuale e due magistrati applicati) e dal personale amministrativo, che collaborano, negli ambiti di rispettiva competenza, alle attività previste per il corretto espletamento delle funzioni attribuite dalla legge a quest’organo.
Il Procuratore generale svolge funzioni di “vigilanza” sulle Procure della Repubblica del distretto, riguardo a vari temi: corretto e uniforme esercizio dell’azione penale, iscrizione delle notizie di reato nei registri, rispetto delle norme sul giusto processo e puntuale esercizio da parte dei Procuratori dei poteri di direzione degli uffici. Può disporre l’avocazione delle indagini preliminari nei casi previsti dal codice di procedura penale.
I magistrati della Procura generale rappresentano il pubblico ministero in tutti i processi penali dinanzi alla Corte d’appello di Roma e intervengono in determinati procedimenti civili (come in tema di famiglia, affidamento di minori, amministrazione di sostegno, procedure di insolvenza).
Per un approfondimento, si rimanda alla sezione Attività di questo sito.
L’interesse collettivo al corretto svolgimento della funzione giudiziaria è alla base del rapporto fiduciario tra la cittadinanza e le istituzioni che la rappresentano. In quest’ottica, la Procura generale di Roma si propone, anche attraverso questo sito, di rendere trasparenti e accessibili le informazioni sui servizi e le attività, incentivando l’utenza a fornire indicazioni e suggerimenti per incrementare un flusso “bidirezionale” di informazioni, atto a favorire lo snellimento dei procedimenti amministrativi nonché la necessaria comunicazione sulle attività svolte.
Nella sezione Modulistica è possibile scaricare i formati utili alle istanze più comuni. Si segnala inoltre la sezione Aiutaci a migliorare, concepita per raccogliere segnalazioni dai cittadini che ne abbiano concreto interesse. Si rimanda altresì alla sezione Contatti per ogni specifica esigenza di contatto con gli Uffici competenti.
Attribuzioni
L’organizzazione giudiziaria in Italia è articolata in uffici “giudicanti” (tribunale e giudice di pace in primo grado, corte d’appello nel secondo, corte di cassazione per l’ultima istanza) e uffici “requirenti” (procura della Repubblica presso ogni tribunale, procura generale presso la corte d’appello, procura generale presso la corte di cassazione).
La procura generale della Repubblica presso la corte d’appello costituisce, a livello distrettuale, il vertice funzionale – non gerarchico – delle procure di primo grado; ha funzioni di vigilanza su di esse (art. 6 d.lgs. n. 106/2006) e di coordinamento (art. 118-bis disp. att. c.p.p.); dirime gli eventuali contrasti di competenza tra le procure della Repubblica (artt. 54 e seguenti c.p.p.).
I magistrati della procura generale esercitano le seguenti principali funzioni:
- in materia penale, partecipano alle udienze, esprimendo pareri, conclusioni e richieste (c.d. requisitorie); esaminano le sentenze emesse da tutti i giudici del distretto ai fini dell’eventuale impugnazione; curano l’esecuzione dei provvedimenti penali passati in giudicato (esecutivi); nei casi contemplati dalla legge, il procuratore generale può disporre l'avocazione delle indagini preliminari dalle procure di primo grado;
- in materia civile, partecipano ai processi e intervengono nelle cause d’appello per le quali il pubblico ministero avrebbe potuto iniziare l’azione civile (interdizione e inabilitazione, separazione e divorzio nonché modifiche delle condizioni di essi, affidamento, adozione e azioni relative alla paternità, fallimenti e materia societaria, stato delle persone); esaminano sentenze e provvedimenti dei giudici del distretto;
- in ambito internazionale, svolgono molteplici attività in tema di rapporti giurisdizionali con autorità estere (quali rogatorie, estradizioni, riconoscimento di sentenze straniere, esecuzione all’estero delle condanne, mandati di arresto europei); alcuni magistrati dell’ufficio svolgono anche le funzioni di Punto di contatto della Rete giudiziaria europea e di Corrispondente nazionale di Eurojust per il distretto della corte d’appello;
- in altre materie, trattano settori specifici, anche amministrativi, quali la vigilanza sugli ordini professionali e sull’albo dei notai, sul pubblico registro automobilistico e sulle conservatorie dei registri immobiliari. Esprimono pareri in tema di giurisdizione sui militari NATO; curano i procedimenti disciplinari nei confronti di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria.
Il procuratore generale è anche componente di diritto del consiglio giudiziario del distretto e della conferenza permanente in materia di sicurezza; partecipa alle riunioni tecniche di coordinamento presso la prefettura in materia di sicurezza dei magistrati e ha competenza altresì sulla sicurezza delle strutture giudiziarie a livello distrettuale.
Il procuratore generale svolge, infine, il ruolo di funzionario delegato per la gestione dei capitoli di spesa di sua competenza necessari al funzionamento degli uffici di procura dell’intero distretto.
Una competenza specifica ed esclusiva in tema di autorizzazione di intercettazioni e colloqui con detenuti è attribuita al Procuratore generale di Roma – per fini di tutela della sicurezza nazionale – dal decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144 (come successivamente modificato), recante “Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”.